In scena tre diverse forme di racconto, sul palco una serie di schermi di proiezione degli anni ’60 e alcuni abiti appesi: una tonaca, un vestito da sposo, un clergyman, una tuta da operaio.
Giuliana Musso – premio della critica 2005 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia – dà voce con emozionante maestria a tre sacerdoti, tre uomini anziani che si raccontano con franchezza. Lo sfondo di ogni racconto è quella stessa cultura cattolica che ha generato il nostro senso etico e morale. Lo spettacolo, mentre racconta la storia di questi ex-ragazzi, ex-seminaristi, ci racconta di noi, delle nostre buffe ipocrisie, paure, fragilità… e della bellezza dell’essere umano.